Nel suo libro “Arrabbiati per bene. Come trasformare la rabbia in un superpotere educativo”, Alli Beltrame invita genitori ed educatori a cambiare prospettiva su una delle emozioni più temute e fraintese: la rabbia.
La dott.ssa Sara Comerio, psicologa e psicoterapeuta di Spazio Connessioni, riconosce nel testo uno strumento utile per i genitori e per chi desidera comprendere meglio le proprie reazioni emotive e trasformarle in un’occasione di crescita, personale e familiare.
Rabbia non è aggressività
Il primo passaggio fondamentale è distinguere la rabbia dall’aggressività.
La rabbia è una risposta fisiologica, un segnale di difesa che ci avvisa quando qualcosa non va e ci spinge al cambiamento.
L’aggressività, invece, nasce quando la rabbia non viene riconosciuta o gestita, e diventa un comportamento distruttivo verso l’altro o verso se stessi.
Accogliere la rabbia, anziché reprimerla, significa imparare a osservarla e trasformarla, evitando di reagire con gesti o parole che lasciano segni.
Educare non vuol dire rendere i figli “calmi”
Uno dei punti più interessanti del libro riguarda l’obiettivo educativo: non si tratta di avere figli sempre tranquilli, ma di accompagnarli nella maturazione emotiva, rispettando i tempi evolutivi del cervello e offrendo un modello coerente. La calma non si insegna imponendola: si impara vivendo in un ambiente che offre sicurezza, regole chiare e affetto autentico.
Il “Pronto Soccorso Pratico” per genitori
Beltrame propone una serie di strategie concrete per affrontare i momenti di forte tensione — quelle situazioni in cui si rischia di “perdere il controllo”. Tra i suggerimenti più efficaci:
- Ritirarsi dal conflitto per ritrovare lucidità;
- Respirare profondamente o bere un bicchiere d’acqua per rallentare l’escalation emotiva;
- Camminare o manipolare oggetti per scaricare la tensione;
- Cantare o parlare ad alta voce, per restare in contatto con sé stessi e con l’altro.
Sono gesti semplici, ma preziosi, perché spostano l’attenzione dal “controllare il figlio” al prendersi cura della propria reazione.
Riscoprire l’empatia e la responsabilità
Un altro aspetto che la dott.ssa Comerio evidenzia come particolarmente interessante è il tema della responsabilità genitoriale. Il libro invita a riconoscere quanto le nostre reazioni emotive siano influenzate dall’immagine che abbiamo di noi come genitori. Quando i figli “mettono alla prova” questa immagine, emergono spesso vergogna o frustrazione, e da lì la rabbia. Solo accettando le proprie fragilità — e chiedendo aiuto quando serve — si può educare con autenticità.
“Arrabbiati per bene” non è un manuale perfetto, ma è un testo che stimola il dialogo e la consapevolezza. Aiuta a ricordare che la rabbia non è un nemico da combattere, ma un’emozione da ascoltare, un messaggio che parla di noi e dei nostri bisogni.
La rabbia… “solo affrontandola e osservandola possiamo evitare le aggressioni superflue e orientarla al cambiamento”.
