Riduzione dell’attività fisica e stile di vita sedentario non aiutano il controllo del peso… ma influiscono anche altri fattori, scopriamo quali in questo post
Il 2020 è stato un anno stressante per la maggior parte di noi, per ragioni sanitarie, economiche, sociali, lavorative, affettive e per modifiche forzate dello stile di vita.
Lo stress ha influito in maniera negativa sull’alimentazione e per questo motivo molte persone hanno accumulato chili in eccesso nel periodo del lockdown.
Sicuramente la riduzione dell’attività fisica e lo stile di vita sedentario sono fattori favorenti l’aumento di peso, perché inevitabilmente portano a una riduzione del consumo di energia spesa per l’attività fisica. Anche il fatto di passare molte ore a casa può portare a consumare maggiori quantità di cibo e a cucinare più dolci.
Ma non si tratta solo di questo: lo stress incide in maniera specifica, modificando il nostro senso di fame biologica.
In che modo?
Il cortisolo, un ormone prodotto dal surrene (una ghiandola che si trova sui nostri reni), è l’ormone chiave dello stress. La sua funzione è quella di aumentare la concentrazione dello zucchero e del grassi nel sangue, mettendo a disposizione l’energia di cui il corpo ha bisogno. Chiaramente, ciò favorisce la continua ricerca di cibo ad elevato contenuto calorico (ricco di grassi e zuccheri) per ripristinare le scorte che sono state utilizzate.
Se pensiamo all’uomo dell’antichità che, in situazioni di stress doveva correre il più velocemente possibile per sfuggire ai predatori, questo meccanismo ha un significato evolutivo molto interessante.
Tuttavia, ai giorni nostri, quando durante i momenti di stress restiamo seduti alla nostra scrivania nel posto di lavoro o a casa, questo meccanismo risulta essere invece controproducente.
Ancora più complesso è il quadro dello stress cronico, in cui il cortisolo, a livelli elevati per tempi prolungati, provoca importanti cambiamenti svantaggiosi della composizione corporea: aumento del tessuto adiposo (massa grassa), diminuzione della muscolatura scheletrica e della massa ossea.
Pertanto, è davvero importante trovare strategie di gestione dello stress, per non danneggiare il nostro rapporto col cibo non solo dal punto di vista psicologico, ma anche biologico/ormonale
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