
Le neurodivergenze sono modalità di funzionamento del cervello che si discostano da ciò che viene considerato “tipico” (neurotipico), ma che fanno parte della naturale variabilità umana. Il termine nasce all’interno del movimento per la neurodiversità, che propone di vedere alcune condizioni non solo come “disturbi”, ma come differenze neurologiche con punti di forza e difficoltà.
Una persona è definita neurodivergente quando il suo modo di pensare, apprendere, elaborare le informazioni, regolare le emozioni, interagire socialmente segue pattern diversi dalla maggioranza.
Tra le condizioni più comunemente incluse troviamo:
Autismo
ADHD, Deficit dell’Attenzione/iperattivita’
Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
Alta Sensibilità
Sindrome di Turette
Plusdotazione
Le neurodivergenze non sono una diagnosi in sé, ma lo diventano se l’ambiente intorno le stigmatizza e non è inclusivo, promuovendo, un vissuto di disadattamento nella persona.
L’ambiente, familiare, scolastico, lavorativo, sociale, può esacerbare o attenuare le difficoltà, e favorire o ostacolare lo sviluppo di meravigliose potenzialità.
L’obiettivo non è “normalizzare” il funzionamento neurologico, ma sostenere il benessere e la salute mentale, aiutando la persona a sviluppare strategie di adattamento efficaci all’interno dei contesti in cui vive, studia o lavora, così da di ridurre il più possibile l’impatto del mismatch ambientale.
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