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Consulenza al ruolo genitoriale

Consulenza al ruolo genitoriale

Consulenza al ruolo genitoriale

Il ruolo del genitore è un ruolo impegnativo, esistono dei momenti della vita in cui può diventare necessario fermarsi a riflettere sull’efficacia della propria modalità educativa.

In queste situazioni rivolgersi ad uno Psicologo può rivelarsi un’importante risorsa. Lo Psicologo ha il compito di accompagnare il genitore alla scoperta delle sue emozioni e dei suoi vissuti promuovendo una maggiore consapevolezza di che cosa sta succedendo dentro e fuori di lui e facilitando il cambiamento.

All’interno dello Studio i professionisti che collaborano sono formati ed abilitati all’esercizio della psicoterapia ed hanno anni di esperienza in questo ambito.

Disturbi del comportamento alimentare

Disturbi del comportamento alimentare

Disturbi del comportamento alimentare

Nelle società industriali avanzate un numero sempre più elevato di persone, soprattutto donne, dedica grande attenzione e preoccupazione al controllo del peso e dell’immagine per mezzo di diete, esercizio fisico e altri comportamenti, più o meno nocivi.

Questo fenomeno fa da sfondo al notevole aumento dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) nella popolazione mondiale, che recentemente stanno raggiungendo un rilievo clinico e sociale di dimensioni preoccupanti.

Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e Binge Eating Disorder (Disturbo da Alimentazione Incontrollata) sono i quadri principali, ma accanto a loro è presente un’ampia ed eterogenea categoria di disturbi dell’alimentazione atipici (Disturbi NAS, Non Altrimenti Specificati). I problemi legati ad un disturbo dell’alimentazione sono spesso correlati ad un’eccessiva attenzione verso il peso, le forme del corpo e l’alimentazione fino a comprometterne in modo significativo la qualità di vita.

I sintomi di una persona soggetta a disturbi alimentari possono essere vari, come ad esempio la diminuzione della quantità di cibo quotidiano, il digiuno, le crisi bulimiche (ingerire una notevole quantità di cibo in un breve lasso di tempo), il vomito per controllare il peso, l’uso di anoressizzanti, lassativi o diuretici allo scopo di controllare il peso, un’intensa attività fisica. Una caratteristica quasi sempre presente in chi soffre di un disturbo alimentare è la percezione che la persona ha dell’aspetto, cioè il modo in cui la forma distorta del proprio corpo influisce sulla vita, molto più che l’immagine reale.

Per la persona che soffre di un disturbo alimentare, spesso tutta la vita ruota attorno al cibo e alla conseguente paura di ingrassare.

Per queste persone anche momenti di vita che prima potevano sembrare banali, come andare a mangiare a casa di amici, durante la malattia, risultano essere fonti di ansie. Spesso i disturbi alimentari sono associati anche ad altre patologie, come ad esempio i disturbi d’ansia, la depressione e l’abuso di alcool o altre sostanze. La prevalenza dei DCA nella popolazione generale appare in aumento nelle giovani donne, che rappresentano la categoria più a rischio.

Nell’anoressia nervosa può capitare che la persona non sempre si renda conto di avere un problema. All’inizio, la perdita di peso potrebbe addirittura far sentire meglio la persona, in quanto più magra, più bella e più sicura di sé. Spesso chi soffre di anoressia non riesce obiettivamente a giudicare il proprio corpo perché l’immagine che viene riflessa allo specchio risulta essere sempre “troppo grande”.

La bulimia nervosa si caratterizza per le ripetute abbuffate seguite poi da condotte di eliminazione e preoccupazione per il peso e le forme del corpo.

Il disturbo da alimentazione incontrollata ha come principale caratteristica i ricorrenti episodi di abbuffate che non sempre sono seguiti da comportamenti di compenso come nella bulimia nervosa. Anoressia, bulimia e disturbi da alimentazione incontrollata sono spesso solo sintomi di un disagio globale della persona, che esprime situazioni di difficoltà più profonde attraverso un alterato rapporto con il cibo, attraverso comportamenti estremi di appetizione o rifiuto del cibo stesso, in grado di condurre nel tempo ad un deterioramento del funzionamento fisico e psichico.

Queste patologie dunque possono essere rappresentate come un iceberg. Ciò che i DCA ci mostrano è spesso solo la punta: la parte sommersa, che non si vede, è il luogo dove si situano le problematiche soggettive, i vissuti, le emozioni, il dolore. L’approccio di cura prende in considerazione la persona inserendola nella sua storia e nel suo sistema famigliare, e permettendole di esprimere la sofferenza relazionale ed esistenziale che si cela dietro al disturbo alimentare.

Mediazione Familiare: una strada meno dolorosa

Mediazione Familiare: una strada meno dolorosa

Mediazione Familiare: una strada meno dolorosa

La Mediazione Familiare è un processo decisionale attivo nel quale il MEDIATORE (terzo imparziale e debitamente formato) aiuta a identificare tutti i problemi che occorre affrontare nell’accordo di separazione personale dei coniugi.

La mediazione è un processo NON ANTAGONISTICO che aiuta le persone a negoziare direttamente i propri accordi e a sciogliere il legame coniugale una volta deciso di separarsi o di divorziare. Viene data la possibilità di negoziare i problemi in modo vantaggioso per entrambi nella più totale riservatezza.

In mediazione si realizza la ricerca reciproca di una soluzione ragionevole; nessuna delle parti può vincere danneggiando l’altro.

La Mediazione si pone l’obiettivo di rendere la coppia protagonista e responsabile nella gestione del conflitto in un’ottica di continuità genitoriale. Infatti, i due obiettivi principali della Mediazione Familiare sono:

  • accompagnare i genitori in conflitto nella ricerca di soluzioni reciprocamente soddisfacenti per sé e per i figli;
  • trovare o ritrovare una comunicazione il più possibile funzionale che permetterà loro di rispettare gli accordi e di essere capaci di trovarne altri in base all’evoluzione dei bisogni di tutti i membri della famiglia e dei cambiamenti che la vita porterà loro di fronte.

Per quanto riguarda gli argomenti affrontati durante la mediazione familiare, il percorso prevede la possibilità di trattare tutte le tematiche inerenti l’organizzazione della separazione, sia nei suoi aspetti emotivi sia in quelli materiali, in quanto tutti facenti parte integrante degli scambi relazionali tra i componenti di una famiglia e quindi possibili oggetti di negoziazione dei nuovi patti della coppia separata.

Relativamente agli aspetti relazionali, tra i temi più frequentemente discussi compaiono: l’affidamento dei figli, l’analisi dei bisogni di genitori e figli, la continuità genitoriale, il calendario delle visite del genitore non affidatario, le vacanze, la regolazione dei tempi e dei modi di frequentazione tra i figli e i componenti delle famiglie d’origine, le scelte educative, la comunicazione della separazione ai figli, la comunicazione tra i genitori, la relazione con gli eventuali nuovi compagni dei genitori, problematiche legate alla famiglia ricostituita, ecc….

E’ la coppia in ogni caso che sceglie le problematiche da negoziare. E’ possibile quindi che essa senta il bisogno di portare in mediazione solo alcuni dei temi che vengono tipicamente affrontati nell’ambito di una separazione, avendo per gli altri già elaborato in autonomia delle soluzioni soddisfacenti. In tali casi si parla di Mediazione mirata, che implica pertanto un numero circoscritto di incontri (ad esempio, sulla comunicazione della separazione ai figli, il calendario, le vacanze, ecc.).

Tale percorso permette alle parti di vivere costruttivamente le loro conflittualità e di riorganizzare la loro vita ritrovando benessere e serenità. I genitori saranno tali per sempre, anche se non saranno più una coppia.

La mediazione familiare è complementare alla consulenza legale degli avvocati, non li sostituisce! L’accordo raggiunto verrà valutato dal legale di fiducia ed eventualmente inserito nelle pratiche di separazione/divorzio.

Allo steso modo la mediazione può aiutare in altre situazioni, come ad esempio in caso di conflitti intergenerazionali (o tra generazioni). La mediazione intergenerazionale è un intervento a sostegno delle relazioni familiari, in modo particolare dei legami che coinvolgono più generazioni (relazioni tra genitori, figli, nonni) e che sono in conflitto, necessitano di una riorganizzazione o vivono un momento di difficoltà.

L’intervento è gestito da un Mediatore che facilita il dialogo, la comprensione e la negoziazione di significati ed interessi tra le generazioni, tra genitori anziani e figli adulti, nipoti, nonni o parenti, allo scopo di raggiungere e definire, in un clima collaborativo, accordi soddisfacenti per tutti i membri della famiglia.

“Non si deve negoziare per paura, ma non si deve mai aver paura di negoziare” J.F. Kennedy

Psicoterapia bambini e adolescenti

Psicoterapia Bambini ed Adolescenti

Psicoterapia per Bambini ed Adolescenti

Durante l’infanzia e l’adolescenza vengono acquisite le fondamentali capacità cognitive, relazionali, comunicative e sociali che saranno di riferimento nell’età adulta. La personalità si sviluppa attraverso il superamento sia dei normali momenti di crisi che accompagnano le varie fasi evolutive sia di problematiche impreviste ed eventi straordinari (perdite, separazioni, lutti, malattie, abusi…).

Il bambino e il ragazzo possono esprimere disagio e stress attraverso canali differenti rispetto all’adulto, manifestando quindi non solo ansia, paure e fobie, ma anche difficoltà linguistiche e di apprendimento, difficoltà di attenzione, cali del rendimento scolastico, problemi relazionali con i coetanei e/o con gli adulti.

Ancora, il disagio può mostrarsi sotto forma di problemi del sonno e dell’addormentamento, disturbi psicosomatici (emicranie, mal di pancia ricorrenti, vomito), difficoltà nel controllo sfinterico (enuresi, encopresi), disturbi alimentari e della nutrizione. Non di rado emergono comportamenti disfunzionali (mutismo, comportamenti aggressivi ed oppositivi, eccessive reazioni di collera e rabbia, difficoltà a rispettare le regole e a tollerare le frustrazioni, iperattività). Durante la fase dell’adolescenza, oltre agli aspetti già sottolineati, possono delinearsi problemi di carattere definito e specifico, in relazione alle domande, le incertezze e i dubbi legati alla crescita. In questa fase evolutiva, spesso possono evidenziarsi momenti di crisi legati alle trasformazioni corporee e alla definizione della propria identità di ruolo, difficoltà nel comunicare con gli adulti o con i coetanei, problematiche scolastiche e di progettazione del proprio futuro formativo – professionale. Talvolta, poi, emergono difficoltà di apprendimento che prima erano rimasti silenti e che ora si manifestano al crescere delle richieste del contesto.

Tutti questi sintomi possono rappresentare un tentativo, da parte del bambino e del ragazzo, di comunicare in maniera implicita una fatica o un disagio: è quindi importante che i genitori, gli insegnanti, gli educatori sappiano cogliere questi segnali, per poterli portare all’attenzione dello specialista. L’intervento psicologico si pone l’obiettivo di trovare insieme il significato di questi atteggiamenti all’interno del processo evolutivo e del contesto relazionale. Questo, spesso, consente di superare la crisi in atto, portando in primo piano le proprie risorse.
Talvolta è possibile intervenire sul bambino “indirettamente”, attraverso la sola consultazione dei genitori. Se invece lo si ritiene necessario, è possibile lavorare direttamente con il bambino, con il costante coinvolgimento delle figure genitoriali.

Il Servizio attivo nel nostro studio è multidisciplinare e svolge una pluralità di interventi a tutela della salute psichica e psico-fisica dell’infanzia e adolescenza, attraverso il coinvolgimento di varie figure specialistiche.

L’intervento si apre con una valutazione delle situazioni problematiche, cui segue un progetto mirato in questi possibili ambiti:

– Prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle problematiche psichiche e psico-fisiche dell’età evolutiva: problemi di adattamento, manifestazioni sintomatiche varie, disturbi d’ansia e dell’umore;
– Percorsi di Mindfulness;
– Servizio di psicoterapia rivolto al minore, alla coppia genitoriale e alla famiglia.

– Psicoterapia EMDR;

– Consultazioni rivolte al minore, al singolo, alla coppia genitoriale e alla famiglia;

– Orientamento scolastico e interventi mirati alla risoluzione di crisi motivazionali e alla gestione dall’ansia da prestazione scolastica;

– Terapia della neuro e psicomotricità;

– Neurofeedback sia per DSA che per patologie e sintomi.